NAFTA

 

Non ho dormito,

e vado via...

Innocente, l'alba spia.

Sulla ghiaia, i passi miei,

come i primi, mia madre, lei...

E lascio tutto come sta,

alla sua immobilità.

Hai la maglia? Non ce l'hai...

Chi è al telefono? Che fai?

Sempre i gnocchi, il giovedì.

Se stai al cesso, tutti lì...

Ma io, no. Non si può.

Respirare su misura,

soffocare in quattro mura!

 

L'autostrada corre là...

Non so neanche dove và...

Sa di nafta la mia libertà,

non sarà  ne un mercedes

 ne una porsche,

camionista ferma dai,

che un sacco in più

sul tuo carico avrai.

Di sudore e gauloise,

di mignotte state qua

e di vino la tua branda sa...

E sarà una foto di Playboy

o la vergine Maria

a indicarti la via.

 

Uno scossone e salto giù,

dove siamo, io non so più,

forse ho sognato o forse no

probabilmente andiamo al nord.

E' lì che porto questa faccia mia,

camionista, il peno, e via!

 

L'autostrada corre là,

e quanta vita smisterà

divora asfalto, giorni e umanità.

Girerà, anche la fortuna mia,

camionista ferma che

se lei ci sta, sento che cambierà.

Clandestina come me,

morde il fango e sputa via

questa nafta che non va più via.

Anche lei, stessa rabbia di città,

anche lei si fermerà...

Buona fortuna a te...

Amico, io, scendo qua.