Io spero che magari da questa mia, senza presunzione, ma piccola dignità di... di riconoscere anche dei limiti, possa nascere, forse, da parte vostra prima di tutto questa esigenza di riavvicinarvi alla musica, di stare proprio con lei, di maturarvi, di... di cercare di guadagnare e di non perdere quella sensibilità che... che è vostra, almeno quella non possono togliervela. E poi, diciamo anche, anche questo fatto, ripeto, di... di... di non poter ottenere, di non riuscire a vent'anni a guadagnarsi il rispetto di un'età così importante... Io, non ci sarò, forse fisicamente, ma tutte le volte che alzerete un pugno per gridare "basta", sarò lì...
E fu così che Prometeo, figlio di Geatemi, dea della terra e della giustizia, s'impadronì del fuoco sacro dei celesti, per farne dono agli uomini, affinché ne facessero strumento di riscatto e di progresso. Giove, si adirò per questo. E Prometeo fu punito duramente. Ma in seguito, gli fu concesso di lasciare che l'umanità beneficiasse di quel prezioso bene. Mi sono anch'io appropriato di quel fuoco. Che accende. Scalda. Illumina e coinvolge. Adesso il fuoco è tuo, trasmettilo, alimentalo. E fa che arrivi intatto al cuore di tuo figlio. Lo sguardo tuo. La tua infinita tenerezza. Il tuo ostinato affetto. E' fiamma viva, che ormai mi porto dentro. Il fuoco è amare, è dare, comprendere, aspettare. E' forza, ispirazione. Il fuoco è rabbia. E' anche nel dolore. Ma non è mai rassegnazione. Tu soffia, soffia... non ti stancare, soffia! Che non si spenga mai questa speranza. E nello scoppiettio dei quarant'anni miei, ancora una volta ti sussurrerò... Più insieme!
Renato Zero